ITALIANI IN PILLOLE, 11 AGOSTO

Nuoto: In semifinale Luca Dotto nei 50 stile libero uomini, che col nono tempo non riesce a centrare la finale restando il primo degli esclusi; fuori invece in batteria Federico Bocchia. In semifinale ottimamente Piero Codia nei 100 delfino Uomini, eliminato invece Matteo Rivolta. Fuori nelle batterie anche Margherita Panziera nei 200 dorso donne.

Canottaggio: Eliminato l’8 maschile nella batteria di recupero: l’equipaggio ripescato in extremis per la squalifica della Russia, giunge ultimo senza dare quasi mai l’impressione di avere speranze di qualificazione. In finale sia pur soffrendo il 4 senza di Domenico Montrone, Matteo Castaldo, Matteo lodo e Giuseppe Vicino, terzo nella sua batteria; ma la finale è un’altra cosa, almeno speriamo. Quarto posto per il doppio skiff di Francesco Fossi e Romano battisti, nella gara vinta dai croati Martin e Valent Sinkovic, davanti ai lituani Mindaugas Griskonis e Saulies Ritter e ai norvegesi Kjetil Borch e Olaf Tufte; quarantenne quest’ultimo, alla sua ennesima medaglia. Quarto posto anche per il 4 senza pesi leggeri di Stefano Oppo, Martino Goretti, Livio La Padula e Pietro Willy Ruta, che non riesce a confermare le ottime impressioni destate in batteria, nella finale vinta dalla Svizzera, davanti alla Danimarca e alla Francia.

Canoa slalom: nel k1 femminile, ultima gara del programma Olimpico a Rio de Janeiro per questa disciplina, ottavo posto di Stefanie Horn nella finale; eguagliata la posizione della semifinale. Diciamo che l’azzurra per matrimonio, che aveva vinto come il suo collega De Gennaro la hit di qualificazione, ha vinto evidentemente la gara sbagliata. La medaglia d’oro è stata vinta dalla spagnola Maialen Chourraut, davanti alla neozelandese Luuka Jones e all’australiana Jessica Fox.

Ciclismo su pista: Avanzano alla fase successiva le squadre azzurre nell’inseguimento a squadre, pur prive di velleità di medaglia. Settimo posto per la squadra femminile, composta da Tatiana Guderzo, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi; quinto posto per quella maschile di Liam Bertazzo, Simone Consonni, Filippo Ganna e Francesco Lamon. Entrambe le compagini affronteranno nel primo confronto a eliminazione diretta la Cina, ma solo come ripescaggio per una comunque improbabile medaglia di bronzo.

Golf: undicesimo Matteo Manassero dopo il primo giro con 2 colpi sotto il par, a tre colpi dal secondo posto; 34° Nino Bertasio con un colpo sopra il par.

Ginnastica artistica: 12° Carlotta ferlito e 16° Vanessa Ferrari nella finale del concorso generale femminile. La gara vede sui primi due gradini del podio le statunitensi Simone Biles e Alexandra Raisman; medaglia di bronzo per la russa Aliya Mustafina.

Equitazione: 52° Valentina Truppa su Chablis nella prova di dressage, non accede allo Special Gran Prix. In testa l’immensa britannica Charlotte Dujardin su Valegro.

Tennis: Eliminato Fabio Fognini al terzo turno del singolare maschile, dopo un incontro altalenante con il britannico Handy Murray, perso per 6-1/2-6/6-3; l’azzurro ha avuto le sue occasioni, ma alla fine ha vinto il più forte. Fuori anche il doppio femminile azzurro formato da Sara Errani e Roberta Vinci, battute ai quarti di finale dalle ceche Lucie Safarova e Barbora Strycova per 4-6/6-4/6-4. Avanza invece al secondo turno il doppio misto di Fabio Fognini e Roberta Vinci, che ha la meglio al match tye break per 6-4/3-6/10-8 sui francesi Pierre-Hugue Herbert e Kristina Mladenovic.

Tiro a segno: quarto posto per Petra Zublasing nella carabina 50m 3 posizioni. L’azzurra, prima nelle eliminatorie, anche in questo caso ha vinto la gara sbagliata; qualche colpo troppo largo rispetto al centro le preclude il podio, ma è mancato davvero solo il dettaglio. Medaglia d’oro alla tedesca Barbara Engleder, davanti alle due cinesi Binbin Zhang e Li Du.

Pallavolo: l’Italia sbriga facilmente la pratica Messico per 3-0 come previsto; 25-17/25-13/25-17 i parziali.

Beach volley: sconfitti Paolo Nicolai e Daniele Lupo dagli statunitensi Philip Dalhausser e Nicholas Lucena per 2-1, con parziali 21-13/17-21/24-22. Si giocheranno il ripescaggio per qualificarsi agli ottavi di finale. Sconfitte anche Marta Menegatti e Laura Giombini nel torneo femminile per 2-1 dalle tedesche Laura Ludwig e Kira Walkenhorst, con parziali 21-18/18-21/15-9. Si spera anche per loro nei ripescaggi.

Pallanuoto: il 7 rosa batte l’Australia per 8-7 in un incontro in cui non è stata mai in svantaggio, eccetto per una dozzina di secondi nel terzo tempo. Nel girone dell’Italia, 14-7 della Russia sul Brasile; Italia dunque a punteggio pieno, davanti a Russia e Australia, quindi basta un pareggio contro la Russia per raggiungere il primo posto nel girone. Nell’altro girone vittoria degli USA per 12-4 sulla Cina e della Spagna 11-10 sull’Ungheria; guidano gli USA per ora senza difficoltà, una sola vittoria su due partite per Ungheria e Spagna.

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TUFFI: CAGNOTTO NELLA STORIA

Ennesima medaglia, ma la prima Olimpica, per la coppia di tuffi sincronizzati composta da Tania Cagnotto FrancescaDallape’. Medaglia d’argento per loro, dietro le irraggiungibili cinesi Tingmao Shi e Minxia Wu, che obiettivamente hanno fatto un’altra gara; medaglia di bronzo per la coppia australiana, formata da Maddison Keeney e Anabelle Smith. 313 punti e spiccioli per le azzurre, che hanno fatto punteggi anche nettamente sopra i 320: oggi però non contavano i punti, contava essere lì, esattamente dove poi sono giunte.

Sì Tania, ci sei, sei storia; e siamo convinti che non hai finito di stupire. Quando ci incontrammo a Roma durante i campionati del mondo nel 2009, venni a vedere la gara del sincro e tu e Francesca vinceste il primo argento mondiale. Ti dissi che era la prima volta che venivo a vedere una gara di tuffi e voi avevate gareggiato molto bene; mi rispondesti con quella R inconfondibile, bolzanina, marcatamente di lingua tedesca: “Allora devi venire più spesso”. Non dimenticherò mai quel momento, quelle parole; io non sono venuto più a vederti gareggiare, ma tu hai comunque continuato a vincere e stupire. Quei poco meno di 3 punti del sincro a Londra, così come quei 20 centesimi del trampolino individuale, all’epoca furono un mezzo dramma sportivo, una delusione con pochi eguali; adesso forse capiamo, che sono stato un passo necessario; perché ancora avevi vinto poco, poco rispetto a ora; non potevi ancora smettere di gareggiare, non era ancora giunto il momento.

Non tutti i mali vengono per nuocere? Beh, se dovessi avere nuovamente la fortuna di incontrarti, farò bene attenzione a non dirlo a te; ma agli appassionati come me posso dirlo: è così; forse meglio che tu non abbia vinto nessuna di quelle medaglie; ci saremmo persi ancora 4 anni di spettacolo nel vederti gareggiare.

Naturalmente con te c’è anche Francesca, ovvio; ma lei sa, che con te anche lei ha potuto fare la storia.

SCHERMA, FIORETTO MASCHILE D’ORO

Dopo vent’anni il titolo Olimpico individuale del fioretto maschile torna in Italia. Allora fu merito di Alessandro Puccini: oggi l’onore arride al siciliano Daniele Garozzo, alla sua prima partecipazione ai Giochi. Eppure si è disimpegnato con la tempra e la classe di un veterano, perfino con la maturità agonistica e mentale di chi ha partecipato a chissà quanti tornei Olimpici.

Diciamolo: è un momento in cui il fioretto maschile attraversa una fase di ricambio generazionale, in cui non c’è una scuola o un gruppo di atleti che si impadroniscono delle pedane e lasciano agli altri solo le briciole; tanto è vero che il numero 1 del momento nel ranking è lo statunitense Alexander Massialas. Intendiamoci bene, tutto il rispetto dovuto: ma con i vari Borella, Numa, Cerioni, Puccini, gli americani nemmeno scendevano in pedana; e se proprio li incontravano, accadeva nei gironcini eliminatori a cui prendeva parte praticamente tutto il mondo. Garozzo però ne ha approfittato, è ha superato in finale proprio Massialas per 15-12; in precedenza aveva eliminato nellordine gli egiziani Tarek Ayad e Alaaeldin Abouelcassem, il brasiliano Guilherme Toldo, quindi il russo Timur Safin. Campione Olimpico Daniele Garozzo e nessuno glielo toglie, ci mancherebbe: ma che tabellone è il suo?

In ogni caso, le medaglie d’oro italiane ai Giochi Olimpici diventano 201; e fino a prova contraria, quali che siano stati gli avversari, un oro Olimpico è e resta sempre tale; resta comunque nella storia. Speriamo che lo si possa replicare in questa stessa arma con la prova a squadre: non sarebbe auspicio da sottrarre alle statistiche.

JUDO: AMPLEIN SFIORATO; ALLA FINE UNA MEDAGLIA D’ORO E UNA D’ARGENTO

Arriva alla fine, anzi quasi all’inizio, la 200° medaglia d’oro della storia Olimpica italiana. Nessuno di quanti ci si poteva immaginare però l’ha conquistata: a portarla a casa è stato un judoka nella categoria 66 kg: il piemontese Fabio Basile, ventunenne pieno di risorse fisiche e mmentali.

Personalità dimostrata da veterano, superiorità odierna rispetto a tutti gli altri inconfutabile. Battuti per ippon il tedesco Sebastian Seidl, l’azero Nijat Shikhalizada, il mongolo Tumurkhuleg Davaadorj, doppio waza-ari; un doppio shido per l’avversario gli ha consentito di superare in semifinale lo sloveno Adrian Gomboc; quindi ancora un ippon, questa volta di osoto gari, in finale contro il fortissimo coreano campione del mondo in carica Baul An. Oggi è stato il più forte: oggi non ce ne sarebbe stato per nessuno.

Una sua collega però ha rischiato di vincere prima di lui la duecentesima medaglia d’oro italiana ai Giochi Olimpici e rubargli il privilegio storico: Odette Giuffrida si è infatti classificata seconda nella categoria 52kg, conquistando una splendida medaglia d’argento.

Si è arresa alla cossovara Majlinda Kelmendi per uno yuko, ma prima aveva battuto nell’ordine la tedesca Mareen Kraeh, la rumena Andreea Chitu e la cinese Yingnan Ma. La storia pure è scritta in questa medaglia d’argento, visto che consegna la prima medaglia d’oro Olimpica della storia al Cossovo.

CICLISMO FEMMINILE: MEDAGLIA DI BRONZO PER ELISA LONGO BORGHINI

Nella prova in linea di ciclismo femminile ottima medaglia di bronzo per Elisa Longo Borghini, che vede premiata la sua generosità per aver tirato il terzetto poi tutto sul podio almeno negli ultimi 15 kilometri. Anche oggi però il percorso fa registrare una caduta di qualcuno che era in testa: per l’occasione la cattiva sorte coglie in fallo l’olandese Annemiek Van Vleuten, che scivola nella penultima curva della discesa di Vista Chinesa. La statunitense Mara Abbott che era con lei, poi giunta quarta, si spegne via via che passano i kilometri, fino a farsi raggiungere e superare dal terzetto che la inseguiva. Medaglia d’oro dunque all’altra orange Anna Van Der Breggen, davanti alla svedese Emma Johansson che conquista l’argento; bronzo quindi per la nostra portacolori, che ha avuto coraggio ed è stata ripagata.

SCHERMA: AVANZA GAROZZO, SI FERMA CASSARÀ

Dopo Giorgio Avola ai quarti anche Daniele Garozzo, che ha la meglio per 15-13 sull’egiziano Alaaeldin Abouelkassem. Affronterà ai quarti il brasiliano Guilherme Toldo, suo compagno di allenamento. Diciamolo: al di là di tutto, un quarto di finale migliore era difficile aspettarselo.

Eliminato invece Andrea Cassarà, battuto per 15-12 dal britannico Richard Cruse.

JUDO: ITALIANI IN ZONA MEDAGLIE

Fabio Basile giunge in semifinale: spazzato con un doppio Waza-Hari,Tovvero il suo terzo ippon di giornata il mongolo Tumurkhuleg Davaadorj, testa di serie numero 2 del torneo. Continua dunque il sogno, con la personalità dell’italiano che non lascia per ora margini di manovra agli avversari.

Lo accompagna Odette Giuffrida, che ancora con uno yuko elimina la rumena Andreea Chitu, testa di serie numero 1 del torneo.